16 novembre 2014

Iteravis! Chaoyangiidae?

Questo mese, la mia attività sul blog è stata molto ridotta. Impegni accademici mi hanno tenuto impegnato... ma non tedio oltre i lettori con i dettagli delle mie mirabolanti presentazioni in Power Point.

In queste settimane, sono stati pubblicati due nuovi euornithi dal Biota Jehol, il primo dei quali è l'oggetto di questo post. Sebbene Enantiornithes resti il clade di theropodi più specioso dal Biota Jehol (nonostante che la propaganda non-aviana sostenga che Dromaeosauridae è il clade più specioso dallo Jehol, ciò è corretto solamente a patto di omettere pretestuosamente ed in modo ottusamente retrò gli aviali), Euornithes lo tallona con sempre nuovi esemplari. Un dettaglio curioso nella diversità avialiana da questo Biota è che mentre Enantiornithes “vince” in diversità (numero di specie), altri gruppi tendono ad essere monopolisti in alcuni contesti. Ad esempio, sono note associazioni faunistiche monospecifiche a Confuciusornithidae ed Euornithes, ma lo stesso non vale per Enantiornithes.
Una di queste associazioni monospecifiche ad Euornithes è descritta da Zhou et al. (2014), che istituiscono un nuovo euornithe/ornithuromorfo, Iteravis huchzermeyeri. L'olotipo è squisitamente preservato: completo, articolato e con tracce delle remiganti e delle penne timoniere che, apparentemente, formavano una coda biforcuta. L'apice anteriore del rostro è privo di denti, presente un'ossificazione mentomeckeliana (il “predentale” ornithuromorfo), ma mostra la dentatura limitata alla regione antorbitale retrostante. Lo sterno presenta una coppia di finestre posteriori, ed il tibiotarso ha una cresta cnemiale proiettata prossimalmente.

Immesso in Megamatrice (dopo aver rimosso a posteriori dal risultato alcuni taxa instabili), Iteravis risulta sister-group di Chaoyangia, e membro di un clade comprendente altri euornithi dallo Jehol, che possiamo chiamare provvisoriamente “Chaoyangiidae”.
Quanto durerà questo clade? Vedremo con il secondo ornithuromorfo di questo mese...

Bibliografia:
Zhou S, O'Connor JK, Wang M. 2014. A new species from an ornithuromorph (Aves: Ornithothoraces) dominated locality of the Jehol Biota. Chinese Science Bulletin. Doi: 10.1007/s11434-014-0669-8.

05 novembre 2014

To be and not to be in SVP Meeting 2014 in Berlin!


In queste ore e giorni si sta svolgendo a Berlino il 74mo Meeting della Society of Vertebrate Paleontology. Io non ho avuto modo di parteciparvi di persona, ma ho molti paleo-amici che sono là presenti. Sebbene io non sia presente fisicamente, sono presente paleontologicamente, in  quanto co-autore in due talk all'interno del simposio dedicato ad Archaeopteryx.
Il primo (Lefevre et al. 2014) illustra tre nuovi paraviani dal Giurassico Superiore del Liaoning (Cina), rinvenuti nella stessa formazione di Aurornis. I dettagli di questi nuovi theropodi saranno mostrati ampiamente al momento opportuno.
Il secondo (Dyke et al. 2014, presentato da Tom Brougham) parla delle affinità filogenetiche di Balaur, un taxon che - se siete lettori abituali di questo blog lo saprete - io ritengo essere un membro basale di Avialae e non un Velociraptorinae. Anche in questo caso, i dettagli di questo studio saranno ampiamente mostrati al momento opportuno.

Bibliografia:
Dyke G., Cau A., Naish D., Brougham T., Godefroit P. 2014. Archaeopteryx and paravian phylogeny: the enigma of Balaur. 74th Annual Meeting of the Society of Vertebrate Paleontology, Berlin. Journal of Vertebrate Paleontology, Program and Abstracts, 2014, 123.
Lefevre U., Cau A., Hu D., Wu W., Escuillié F., Godefroit P. 2014. New basal Avialae from the Jurassic of China. 74th Annual Meeting of the Society of Vertebrate Paleontology, Berlin. Journal of Vertebrate Paleontology, Program and Abstracts, 2014, 167.

30 ottobre 2014

Dinosauri in Carne e Ossa su Google Maps!


La potenza visiva dei dinosauri della mostra Dinosauri in Carne e Ossa è tale da essere visibile dallo spazio. O meglio, su Google Maps.
Se cercate "Rocca Brivio" su Google Maps, una delle location in cui si è svolta la mostra itinerante di Dinosauri in Carne e Ossa, e ingrandite l'angolo del parco della rocca in cui erano installati i modelli in scala naturale dei dinosauri più grandi, potrete riconoscere il modello di Allosaurus, di Diplodocus e di Spinosaurus.

28 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 5: Deinocheirus vs Spinosaurus

Gli eroi del 2014, alla stessa scala
Il 2014 della Theropodologia sarà ricordato probabilmente per la pubblicazione di nuovi resti su due dei più enigmatici e iconici mega-theropodi del XX secolo: Spinosaurus e Deinocheirus. Nel giro di nemmeno due mesi, abbiamo avuto nuovi resti che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze su questi due taxa, e generato una fertile scia di riflessioni e discussioni.
Per una bizzarra ed inattesa coincidenza (o, forse, per una mia malata deformazione professionale), Deinocheirus e Spinosaurus paiono mostrare delle curiose somiglianze, se osservati con l'occhio giusto. Entrambi, difatti:

Sono theropodi giganti. E fin qui, ci arriva anche il fanboy più grezzo...
Sono longirostrini. Entrambi i taxa mostrano una regione antorbitale molto allungata rispetto alla lunghezza del cranio. Le differenze nel modo con cui tale condizione è stata raggiunta sono, ovviamente, il segno che non si tratta di una condizione condivisa ma una convergenza: Spinosaurus mostra un premascellare molto allungato, mentre quello di Deinocheirus è più corto ed il grosso dell'allungamento del rostro è a carico del mascellare.
Sono caratterizzati da mandibole relativamente strette mediolateralmente (quasi "sottili") ma espanse dorsoventralmente a livello della parte posteriore del dentale.
Hanno processi ventrali delle vertebre (ipoapofisi) molto sviluppati nella regione pettorale. Questo carattere può essere legato a potenti muscoli flessori del collo.
Hanno spine neurali dorsali più alte rispetto ai loro parenti prossimi. Il motivo di questa convergenza potrebbe fare luce sull'evoluzione delle spine neurali in Spinosaurus. Un dettaglio ulteriore di questa convergenza è che le spine neurali di Deinocheirus mostrano laminazioni accessorie note solamente negli spinosauridi.
Hanno arti posteriori relativemante più corti rispetto ai loro parenti prossimi. Questo carattere è probabilmente un effetto allometrico legato al gigantismo.
Hanno ungueali dei piedi modificati rispetto alla forma dei loro parenti prossimi. Sebbene la forma degli unguali tra i due taxa sia differente, è interessante che entrambi hanno "perduto" alcuni caratteri tipici degli ungueali usati (anche) per la predazione.
Un possibile carattere ulteriore, per ora non confermabile in Spinosaurus ma inferibile dai suoi parenti prossimi, è la presenza di robusti ungueali falciformi della mano.

Infine, un carattere generale relativo alla dieta:

Erano piscivori. La piscivoria in Spinosaurus è ampiamente confermata da numerose evidenze dirette ed indirette. Quella in Deinocheirus, inattesa, è risultata dai nuovi fossili, che mostrano numerose vertebre di pesce all'interno della cavità addominale di uno dei due esemplari. Anche se non si esclude una dieta onnivora in Deinocheirus, la presenza di pesce è comunque una interessante convergenza con Spinosaurus.

Possibile che questo mix di caratteri in Deinocheirus (gigantismo, cranio longirostino con mandibole gracili ma spesse, processi ventrali cervicodorsali prominenti, spine neurali iper-allungate, ungueali falciformi), condiviso con Spinosaurus, sia un adattamento alla piscivoria?

Cibo per la mente...

25 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 4: L'Invasione dei Deinocheiridi

L'enorme mole di nuove informazioni per Deinocheirus ha avuto delle ovvie conseguenze sulla sua interpretazione filogenetica. Sebbene non ci fossero dubbi che l'olotipo di Deinocheirus sia riferibile ad un ornithomimosauro gigante, data la numerosa serie di sinapomorfie ornithomimosauriane presenti nello scapolocoracoide e nell'arto anteriore (e, di fatto, le affinità ornithomimosauriane di questo taxon era note praticamente dai tempi della sua scoperta), incerta rimaneva la collocazione precisa di questo theropode all'interno di Ornithomimosauria.
Difatti, sebbene non ci fossero problemi a collocarlo in Ornithomimosauria, alcuni caratteri dell'olotipo appaiono plesiomorfici (l'avambraccio non presenta una sindesmosi, gli ungueali sono robusti e falciformi con processi flessori prossimali), e implicavano una posizione relativamente basale, nel grado dei taxa muniti di denti, come Pelecanimimus e Harpymimus. Data l'età maastrichtiana di Deinocheirus, ciò implicava una lunga ghost-lineage per questo taxon, almeno risalente al Cretacico Inferiore (ghost-lineage che implicherebbe altre specie di deinocheiridi da scoprire lungo quell'intervallo stratigrafico). Niente di straordinariamente anomalo: Theropoda abbonda di lunghe ghost-lineage. Tuttavia, considerando le dimensioni aberranti rispetto agli altri ornithomimosauri basali, il sospetto che parte della sua “primitività” fosse invece un effetto del gigantismo, e che la frammentarietà ci stesse mascherando le precise posizioni di questo animale, era lecito.
La scoperta di Beishanlong, che condivide con Deinocheirus dimensioni maggiori degli altri ornithomimosauri e alcuni caratteri (apparentemente) plesiomorfici, faceva sospettare che i due potessero essere imparentati, sebbene finora non era risultato un clade formato da loro due escludente altri ornithomimosauri.
La nuova mole di informazioni ha permesso di risolvere buona parte dei dubbi su Deinocheirus. L'analisi utilizzata da Lee et al. (2014) colloca Deinocheirus più derivato rispetto a Pelecanimimus, Shenzhousaurus e Harpymimus, a formare con Beishanlong e Garudimimus il (non più monotipico) Deinocheiridae come sister-taxon di Ornithomimidae. Le nuove informazioni immesse in Megamatrice rendono Deinocheirus uno dei taxa meglio codificabili (con quasi 900 caratteri codificabili sui 1706 della versione attuale), e ne consolidano la posizione. Il risultato generale è congruente con quello di Lee et al. (2014) con la sola differenza che Garudimimus non è collocato in Deinocheiridae, ma risulta sister-taxon di Ornithomimidae in base a 10 sinapomorfie. Inoltre, Megamatrice identifica altri taxa come membri di Deinocheiridae, oltre a Deinocheirus e Beishanlong: l'esemplare immaturo IGN 9609910KD, precedentemente riferito provvisoriamente ad Harpymimus ma che potrebbe essere riferibile a Beishanlong; il “taxon da Angeac” (che potrebbe essere Valdoraptor); e l'enigmatico neotetanuro Datanglong (questo ultimo in base a ben 7 sinapomorfie). 

Se questo risultato fosse confermato, Deinocheiridae potrebbe risultare un clade di successo, comprendente forme di varie dimensioni, e distribuito dall'Aptiano al Maastrichtiano dell'Eurasia, e non più una bizzarra anomalia del Nemegt.


Bibliografia:
Yuong-Nam Lee, Rinchen Barsbold, Philip J. Currie, Yoshitsugu Kobayashi, Hang-Jae Lee, Pascal Godefroit, François Escuillié, Tsogtbaatar Chinzorig (2014) Resolving the long-standing enigmas of a giant ornithomimosaur Deinocheirus mirificus. Nature (advance online publication) doi:10.1038/nature13874

24 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 3: l'inattesa morfologia postcraniale!

I due nuovi esemplari di Deinocheirus (in alto) e la ricostruzione dello scheletro basata su tutti i resti noti (in basso)
Se il cranio di Deinocheirus mostra una combinazione di caratteri inusuale ed inattesa, lo scheletro postcraniale non è da meno.
Le vertebre cervicali sono relativamente meno allungate che negli ornithomimidi, e questo suggerisce una maggiore estensione della base del collo, un adattamento per mantenere una postura "ad U" del collo e sollevare il cranio allungato, analoga a quanto ho proposto per Spinosaurus. Come negli spinosauroidi, difatti, le dorsali anteriori hanno delle ipapofisi molto pronunciate per l'ancoraggio dei flessori del collo. Deinocheirus mostra il grado di pneumatizzazione più spinto che sia noto per un ornithomimosauro, e ciò è particolarmente marcato nelle vertebre dorsali, che presentano un complesso sistema di laminazioni accessorie che ricorda i neosauropodi. Il sistema dei pleurocoeli pneumatizza l'intera colonna dorsale e sacrale. Il carattere vertebrale più inatteso è sicuramente l'allungamento estremo delle spine neurali dorsali posteriori, che ricorda, tra l'altro, Spinosaurus. Come negli spinosauridi, l'arco neurale delle dorsali presenta un sistema di lamine accessorie ventralmente alla spina neurale. Le spine neurali sacrali descrescono in altezza posteriormente, e sono fuse tra loro agli apici. Il sacro è carenato ventralmente, e le vertebre caudali mostrano un sistema di legamenti interspinali pronunciato che ricorda i grandi tyrannosauridi. La parte terminale della coda mostra un pigostilo, come in alcuni oviraptorosauri, therizinosauroidi e gli aviali derivati: la fusione distale delle caudali potrebbe indicare la presenza di penne timoniere. Le coste dorsali anteriori sono poco incurvate, e ciò suggerisce un torace relativamente stretto. I nuovi resti includono parte degli arti anteriori e del cinto pettorale, che oltre a confermare l'attribuzione a Deinocheirus, aggiungono informazioni assenti nell'olotipo. Deinocheirus è il primo ornithomomisauro che conserva la furcula, la quale mostra un ipocleido. Il bacino è estremamente modificato rispetto a quanto si conosce negli altri ornithomimosauri: l'ileo ha una lama preacetabolare corta ma molto alta dorsalmente, che ricorda i therizinosauridi. Le lame iliache sono divergenti, e la fossa brave molto ampia. Il pube ha il forame otturatorio chiuso ed un piede che distalmente è triangolare: due caratteri generalmente presenti in tetanuri non-coelurosauri. L'ischio è allometricamente allungato. Il femore è robusto e con la testa inclinata prossimalmente, come in altri theropodi graviportali. La tibia mostra una cresta cnemiale espansa anteroprossimalmente come in Beishanlong. Il piede è relativamente corto e robusto, privo di arctomatetarso. La forma prossimale del terzo metatarsale ricorda comunque gli ornithomimidi più che i taxa basali. Apparentemente, il primo dito del piede è assente, come negli ornithomimidi. Gli ungueali del piede hanno una forma quadrangolare con apice smussato, che ricorda gli "zoccoli" degli hadrosauroidi più che i tipici ungueali da theropode.
L'esemplare più grande noto ha una lunghezza totale di circa 11 metri ed una massa attorno alle 6 tonnellate: questo valore conferma l'ipotesi che tutti i casi di gigantismo nei theropodi convergano verso il medesimo valore limite di lunghezza e massa, ognuno, ovviamente, con le proprie peculiarità ma tutti apparentemente vincolati a non superare una soglia limite data da vincoli biomeccanici. Le proporzioni degli arti posteriori, più corti e robusti rispetto agli ornithomimidi, sono quelle previste da vincoli biomeccanici dati dal gigantismo nei theropodi. La forma ed inclinazione delle spine neurali dorso-sacrali e la forma dell'ileo suggerisce che Deinocheirus avesse una postura del dorso relativamente più eretta rispetto a quella "suborizzontale" tipica di molti theropodi: anche questo potrebbe essere un adattamento alla graviportalità in un theropode avente un cranio allungato: le spine neurali allungate potrebbero aver fornito una superficie accessoria per i muscoli deputati a mantenere quella postura.

Bibliografia:
Yuong-Nam Lee, Rinchen Barsbold, Philip J. Currie, Yoshitsugu Kobayashi, Hang-Jae Lee, Pascal Godefroit, François Escuillié, Tsogtbaatar Chinzorig (2014) Resolving the long-standing enigmas of a giant ornithomimosaur Deinocheirus mirificus. Nature (advance online publication) doi:10.1038/nature13874