30 ottobre 2014

Dinosauri in Carne e Ossa su Google Maps!


La potenza visiva dei dinosauri della mostra Dinosauri in Carne e Ossa è tale da essere visibile dallo spazio. O meglio, su Google Maps.
Se cercate "Rocca Brivio" su Google Maps, una delle location in cui si è svolta la mostra itinerante di Dinosauri in Carne e Ossa, e ingrandite l'angolo del parco della rocca in cui erano installati i modelli in scala naturale dei dinosauri più grandi, potrete riconoscere il modello di Allosaurus, di Diplodocus e di Spinosaurus.

28 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 5: Deinocheirus vs Spinosaurus

Gli eroi del 2014, alla stessa scala
Il 2014 della Theropodologia sarà ricordato probabilmente per la pubblicazione di nuovi resti su due dei più enigmatici e iconici mega-theropodi del XX secolo: Spinosaurus e Deinocheirus. Nel giro di nemmeno due mesi, abbiamo avuto nuovi resti che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze su questi due taxa, e generato una fertile scia di riflessioni e discussioni.
Per una bizzarra ed inattesa coincidenza (o, forse, per una mia malata deformazione professionale), Deinocheirus e Spinosaurus paiono mostrare delle curiose somiglianze, se osservati con l'occhio giusto. Entrambi, difatti:

Sono theropodi giganti. E fin qui, ci arriva anche il fanboy più grezzo...
Sono longirostrini. Entrambi i taxa mostrano una regione antorbitale molto allungata rispetto alla lunghezza del cranio. Le differenze nel modo con cui tale condizione è stata raggiunta sono, ovviamente, il segno che non si tratta di una condizione condivisa ma una convergenza: Spinosaurus mostra un premascellare molto allungato, mentre quello di Deinocheirus è più corto ed il grosso dell'allungamento del rostro è a carico del mascellare.
Sono caratterizzati da mandibole relativamente strette mediolateralmente (quasi "sottili") ma espanse dorsoventralmente a livello della parte posteriore del dentale.
Hanno processi ventrali delle vertebre (ipoapofisi) molto sviluppati nella regione pettorale. Questo carattere può essere legato a potenti muscoli flessori del collo.
Hanno spine neurali dorsali più alte rispetto ai loro parenti prossimi. Il motivo di questa convergenza potrebbe fare luce sull'evoluzione delle spine neurali in Spinosaurus. Un dettaglio ulteriore di questa convergenza è che le spine neurali di Deinocheirus mostrano laminazioni accessorie note solamente negli spinosauridi.
Hanno arti posteriori relativemante più corti rispetto ai loro parenti prossimi. Questo carattere è probabilmente un effetto allometrico legato al gigantismo.
Hanno ungueali dei piedi modificati rispetto alla forma dei loro parenti prossimi. Sebbene la forma degli unguali tra i due taxa sia differente, è interessante che entrambi hanno "perduto" alcuni caratteri tipici degli ungueali usati (anche) per la predazione.
Un possibile carattere ulteriore, per ora non confermabile in Spinosaurus ma inferibile dai suoi parenti prossimi, è la presenza di robusti ungueali falciformi della mano.

Infine, un carattere generale relativo alla dieta:

Erano piscivori. La piscivoria in Spinosaurus è ampiamente confermata da numerose evidenze dirette ed indirette. Quella in Deinocheirus, inattesa, è risultata dai nuovi fossili, che mostrano numerose vertebre di pesce all'interno della cavità addominale di uno dei due esemplari. Anche se non si esclude una dieta onnivora in Deinocheirus, la presenza di pesce è comunque una interessante convergenza con Spinosaurus.

Possibile che questo mix di caratteri in Deinocheirus (gigantismo, cranio longirostino con mandibole gracili ma spesse, processi ventrali cervicodorsali prominenti, spine neurali iper-allungate, ungueali falciformi), condiviso con Spinosaurus, sia un adattamento alla piscivoria?

Cibo per la mente...

25 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 4: L'Invasione dei Deinocheiridi

L'enorme mole di nuove informazioni per Deinocheirus ha avuto delle ovvie conseguenze sulla sua interpretazione filogenetica. Sebbene non ci fossero dubbi che l'olotipo di Deinocheirus sia riferibile ad un ornithomimosauro gigante, data la numerosa serie di sinapomorfie ornithomimosauriane presenti nello scapolocoracoide e nell'arto anteriore (e, di fatto, le affinità ornithomimosauriane di questo taxon era note praticamente dai tempi della sua scoperta), incerta rimaneva la collocazione precisa di questo theropode all'interno di Ornithomimosauria.
Difatti, sebbene non ci fossero problemi a collocarlo in Ornithomimosauria, alcuni caratteri dell'olotipo appaiono plesiomorfici (l'avambraccio non presenta una sindesmosi, gli ungueali sono robusti e falciformi con processi flessori prossimali), e implicavano una posizione relativamente basale, nel grado dei taxa muniti di denti, come Pelecanimimus e Harpymimus. Data l'età maastrichtiana di Deinocheirus, ciò implicava una lunga ghost-lineage per questo taxon, almeno risalente al Cretacico Inferiore (ghost-lineage che implicherebbe altre specie di deinocheiridi da scoprire lungo quell'intervallo stratigrafico). Niente di straordinariamente anomalo: Theropoda abbonda di lunghe ghost-lineage. Tuttavia, considerando le dimensioni aberranti rispetto agli altri ornithomimosauri basali, il sospetto che parte della sua “primitività” fosse invece un effetto del gigantismo, e che la frammentarietà ci stesse mascherando le precise posizioni di questo animale, era lecito.
La scoperta di Beishanlong, che condivide con Deinocheirus dimensioni maggiori degli altri ornithomimosauri e alcuni caratteri (apparentemente) plesiomorfici, faceva sospettare che i due potessero essere imparentati, sebbene finora non era risultato un clade formato da loro due escludente altri ornithomimosauri.
La nuova mole di informazioni ha permesso di risolvere buona parte dei dubbi su Deinocheirus. L'analisi utilizzata da Lee et al. (2014) colloca Deinocheirus più derivato rispetto a Pelecanimimus, Shenzhousaurus e Harpymimus, a formare con Beishanlong e Garudimimus il (non più monotipico) Deinocheiridae come sister-taxon di Ornithomimidae. Le nuove informazioni immesse in Megamatrice rendono Deinocheirus uno dei taxa meglio codificabili (con quasi 900 caratteri codificabili sui 1706 della versione attuale), e ne consolidano la posizione. Il risultato generale è congruente con quello di Lee et al. (2014) con la sola differenza che Garudimimus non è collocato in Deinocheiridae, ma risulta sister-taxon di Ornithomimidae in base a 10 sinapomorfie. Inoltre, Megamatrice identifica altri taxa come membri di Deinocheiridae, oltre a Deinocheirus e Beishanlong: l'esemplare immaturo IGN 9609910KD, precedentemente riferito provvisoriamente ad Harpymimus ma che potrebbe essere riferibile a Beishanlong; il “taxon da Angeac” (che potrebbe essere Valdoraptor); e l'enigmatico neotetanuro Datanglong (questo ultimo in base a ben 7 sinapomorfie). 

Se questo risultato fosse confermato, Deinocheiridae potrebbe risultare un clade di successo, comprendente forme di varie dimensioni, e distribuito dall'Aptiano al Maastrichtiano dell'Eurasia, e non più una bizzarra anomalia del Nemegt.


Bibliografia:
Yuong-Nam Lee, Rinchen Barsbold, Philip J. Currie, Yoshitsugu Kobayashi, Hang-Jae Lee, Pascal Godefroit, François Escuillié, Tsogtbaatar Chinzorig (2014) Resolving the long-standing enigmas of a giant ornithomimosaur Deinocheirus mirificus. Nature (advance online publication) doi:10.1038/nature13874

24 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 3: l'inattesa morfologia postcraniale!

I due nuovi esemplari di Deinocheirus (in alto) e la ricostruzione dello scheletro basata su tutti i resti noti (in basso)
Se il cranio di Deinocheirus mostra una combinazione di caratteri inusuale ed inattesa, lo scheletro postcraniale non è da meno.
Le vertebre cervicali sono relativamente meno allungate che negli ornithomimidi, e questo suggerisce una maggiore estensione della base del collo, un adattamento per mantenere una postura "ad U" del collo e sollevare il cranio allungato, analoga a quanto ho proposto per Spinosaurus. Come negli spinosauroidi, difatti, le dorsali anteriori hanno delle ipapofisi molto pronunciate per l'ancoraggio dei flessori del collo. Deinocheirus mostra il grado di pneumatizzazione più spinto che sia noto per un ornithomimosauro, e ciò è particolarmente marcato nelle vertebre dorsali, che presentano un complesso sistema di laminazioni accessorie che ricorda i neosauropodi. Il sistema dei pleurocoeli pneumatizza l'intera colonna dorsale e sacrale. Il carattere vertebrale più inatteso è sicuramente l'allungamento estremo delle spine neurali dorsali posteriori, che ricorda, tra l'altro, Spinosaurus. Come negli spinosauridi, l'arco neurale delle dorsali presenta un sistema di lamine accessorie ventralmente alla spina neurale. Le spine neurali sacrali descrescono in altezza posteriormente, e sono fuse tra loro agli apici. Il sacro è carenato ventralmente, e le vertebre caudali mostrano un sistema di legamenti interspinali pronunciato che ricorda i grandi tyrannosauridi. La parte terminale della coda mostra un pigostilo, come in alcuni oviraptorosauri, therizinosauroidi e gli aviali derivati: la fusione distale delle caudali potrebbe indicare la presenza di penne timoniere. Le coste dorsali anteriori sono poco incurvate, e ciò suggerisce un torace relativamente stretto. I nuovi resti includono parte degli arti anteriori e del cinto pettorale, che oltre a confermare l'attribuzione a Deinocheirus, aggiungono informazioni assenti nell'olotipo. Deinocheirus è il primo ornithomomisauro che conserva la furcula, la quale mostra un ipocleido. Il bacino è estremamente modificato rispetto a quanto si conosce negli altri ornithomimosauri: l'ileo ha una lama preacetabolare corta ma molto alta dorsalmente, che ricorda i therizinosauridi. Le lame iliache sono divergenti, e la fossa brave molto ampia. Il pube ha il forame otturatorio chiuso ed un piede che distalmente è triangolare: due caratteri generalmente presenti in tetanuri non-coelurosauri. L'ischio è allometricamente allungato. Il femore è robusto e con la testa inclinata prossimalmente, come in altri theropodi graviportali. La tibia mostra una cresta cnemiale espansa anteroprossimalmente come in Beishanlong. Il piede è relativamente corto e robusto, privo di arctomatetarso. La forma prossimale del terzo metatarsale ricorda comunque gli ornithomimidi più che i taxa basali. Apparentemente, il primo dito del piede è assente, come negli ornithomimidi. Gli ungueali del piede hanno una forma quadrangolare con apice smussato, che ricorda gli "zoccoli" degli hadrosauroidi più che i tipici ungueali da theropode.
L'esemplare più grande noto ha una lunghezza totale di circa 11 metri ed una massa attorno alle 6 tonnellate: questo valore conferma l'ipotesi che tutti i casi di gigantismo nei theropodi convergano verso il medesimo valore limite di lunghezza e massa, ognuno, ovviamente, con le proprie peculiarità ma tutti apparentemente vincolati a non superare una soglia limite data da vincoli biomeccanici. Le proporzioni degli arti posteriori, più corti e robusti rispetto agli ornithomimidi, sono quelle previste da vincoli biomeccanici dati dal gigantismo nei theropodi. La forma ed inclinazione delle spine neurali dorso-sacrali e la forma dell'ileo suggerisce che Deinocheirus avesse una postura del dorso relativamente più eretta rispetto a quella "suborizzontale" tipica di molti theropodi: anche questo potrebbe essere un adattamento alla graviportalità in un theropode avente un cranio allungato: le spine neurali allungate potrebbero aver fornito una superficie accessoria per i muscoli deputati a mantenere quella postura.

Bibliografia:
Yuong-Nam Lee, Rinchen Barsbold, Philip J. Currie, Yoshitsugu Kobayashi, Hang-Jae Lee, Pascal Godefroit, François Escuillié, Tsogtbaatar Chinzorig (2014) Resolving the long-standing enigmas of a giant ornithomimosaur Deinocheirus mirificus. Nature (advance online publication) doi:10.1038/nature13874

23 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 2: il Cranio di Deinocheirus mirificus


Come ho annunciato ieri, in preda ad un'emozione troppo grande per poter scrivere un post degno di questo evento, Lee et al. (2014) hanno pubblicato la tanto attesa descrizione dei nuovi resti di Deinocheirus mirificus, basata su due esemplari, uno di dimensioni pari a circa il 75% dell'olotipo (nella foto, a sinistra, il mitico olotipo ai tempi della sua ricostruzione [ringrazio Fabio Manucci per la foto]), ed un altro di dimensioni leggermente più grandi dell'olotipo (attorno a 109%). Combinati assieme, i due esemplari ci restituiscono quasi l'intera osteologia di questo theropode, dopo quasi mezzo secolo in cui abbiamo speculato sulle possibili caratteristiche di questo animale avendo a disposizione solamente gli arti anteriori. Il grado di completezza e preservazione è tale che l'attesa è stata ampiamente ricompensata.

L'esemplare di maggiori dimensioni comprende il cranio, completo ed articolato, lievemente deformato ma sostanzialmente intatto. La morfologia di questo esemplare è talmente inattesa che merita, da sola questo post.

Il cranio è lungo circa 102 cm, piuttosto basso nelle proporzioni, e molto allungato a livello della zona antorbitale. La regione del rostro è espansa e spatoliforme, con le narici esposte dorsalmente: una combinazione di caratteri che ricorda gli anatidi ed in parte alcuni hadrosauroidi. L'orbita è relativamente ridotta, e la finestra infratemporale è compressa dalle ossa circostanti, come in Gallimimus. La bocca è priva di denti. Il palato è inclinato posteroventralmente. Lo jugale è robusto e ricorda nella forma quello degli hadrosauroidi. La mandibola è del tutto inattesa nell'essere molto spessa dorsoventralmente, secondo proporzioni che ricordano più un tyrannosauride che un ornithomimosauro. Nel complesso, quindi, il cranio di Deinocheirus pare una sorta di "gigantesco anatide", e quasi il candidato ideale al titolo di "dinosauro dal becco d'anatra" più degli hadrosauridi. L'enorme spessore dorsoventrale della mandibola, nonostante il suo ridotto spessore mediolaterale, combinata alla ridotta superficie per la muscolatura deputata a chiudere la bocca, suggerisce un animale dal morso relativamente debole ma dall'ampia apertura boccale: assieme alla forma "spatoliforme" del rostro, questa morfologia non lascia dubbi sullo stile alimentare di questo animale, confermato anche dalla presenza di resti di pasto nella gabbia toracica (di cui parlerò in un prossimo post): un onnivoro generalista, in grado di nutrirsi di materiale vegetale ed eventualmente piccole prede animali, abbondanti nel paleo-ambiente umido della Formazione Nemegt.

Bibliografia:
Lee, Barsbold, Currie, Kobayashi, Lee, Godefroit, Escuillie & Chinzorig. 2014. Resolving the long-standing enigmas of a giant ornithomimosaur Deinocheirus mirificus. Nature in press.

22 ottobre 2014

Deinocheirus Revolution: Episodio 1: NON CI SONO PAROLE...

MA VIENI!!!!!!!! E VAIIIIIIII!!!!!

L'emozione è troppo grande, e non riesco ad essere oggettivo e lucido.
Vi rimando al secondo episodio della serie, quando avrò metabolizzato tutto.
Per ora, sappiate solo che, finalmente, il nuovo materiale di Deinocheirus è stato pubblicato (Lee et al. 2014).

Solo un'anteprima...


Cercate di capirmi: è da quando ero un ragazzino degli anni '80 che sogno questo giorno. Ed ora è arrivato, ed è aldilà delle più pazzesche speculazioni. La quantità di informazioni inattese è tale che sarò impegnato a metabolizzarle (e a codificare Megamatrice) per qualche giorno.

Bibliografia: Yuong-Nam Lee, Rinchen Barsbold, Philip J. Currie, Yoshitsugu Kobayashi, Hang-Jae Lee, Pascal Godefroit, François Escuillié & Tsogtbaatar Chinzorig (2014) Resolving the long-standing enigmas of a giant ornithomimosaur Deinocheirus mirificus. Nature (advance online publication)
doi:10.1038/nature13874